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In questi ultimi anni l'escursionismo con le racchette da neve (chiamate anche Ciastre o Ciaspole, a seconda dei luoghi) sta avendo una notevole diffusione sulle nostre montagne. Molto spesso, però, chi inizia con questa attività ritenuta "tranquilla" è completamente ignaro dei rischi che si corrono d'inverno in montagna. Chi crede che basti indossare un paio di "ciaspole" o "Ciastre" e partire, si sbaglia completamente: la facile gita su sentiero che facciamo d'estate tra amici, d'inverno, con la neve, racchiude una moltitudine di insidie, che possono portare ad epiloghi anche tragici. Perdita dell'orientamento dovuta alla ridotta visibilità, cattiva interpretazione della traccia da percorrere (spesso il percorso estivo non è il più sicuro in inverno), errato calcolo della durata complessiva della gita sono rischi tutt'altro che rari. In quanto alle slavine, è spesso proprio l'imperizia dell'uomo a provocarne il distacco, e in questo malaugurato caso non sapere perfettamente usare gli strumenti per un tempestivo autosoccorso (A.R.T.V.A, sonda e pala) può essere fatale. Gli errori umani, più ancora delle cause naturali, fan sì che a fine stagione siano decine gli incidenti da valanghe (16 decessi sull'arco alpino italiano nei soli primi 5 mesi del 2008, fonte Aineva). Ecco perché noi riteniamo di fondamentale importanza che anche nell'escursionismo, come già avviene nei corsi di scialpinismo da oltre 50 anni, chi affronta la montagna d'inverno conosca meglio l'ambiente che incontrerà. Nel corso invernale, pertanto, si trattano argomenti come la scelta degli itinerari in base alla difficoltà e alla pericolosità del terreno, la lettura attenta dei bollettini meteorologici e nivometrici, la scelta sul campo di macro e microtraccia, la conoscenza teorica e pratica dell'A.R.T.V.A., acquisita con esercitazioni pratiche di ricerca e di autosoccorso.
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