Oltre 150 le persone arrivate in teatro martedì 29 settembre, per festeggiare i 25 anni dalla Scuola di escursionismo E. Mentigazzi.
Jacopo e Mattia, della compagnia (S)Legati, hanno trascinato nuovi e vecchi istruttori, allievi di ogni anno, e affezionati alla Scuola, nella drammatica avventura a lieto fine degli alpinisti Simon Yates e Joe Simpson sulle Ande peruviane.
Pur trattandosi di una storia di alpinismo, resa famosa dal best seller, La morte sospesa, scritto da uno dei due protagonisti da cui è stato tratto anche un film documentario, i temi dell’amicizia e della solidarietà, della fatica estrema di certe ascese e delle decisioni difficili che talvolta occorre affrontare in contesti rischiosi, nonché delle sfide che ciascun appassionato di montagna si pone appena passata la stanchezza di una conquista, sono temi che uniscono tutti gli appassionati di montagna.
Commosso il saluto introduttivo di Marco e Tiziana a rappresentare la Scuola nel ricordo di chi l’ha fondata o fatta crescere, come Maurizio Rivetti e Marco Battain, che dopo averla affidata ai giovani istruttori si è impegnato a costruire l’attenzione del CAI per l’inclusività e la montagna terapia, oppure di chi c’è stato per meno tempo ma ha lasciato il profondo ricordo dell’importanza degli aspetti culturali che le Terre Alte conservano, come Flavio Febbraro, e tanti altri ancora. Ma il ricordo si è presto trasformato in un augurio per i nascenti gruppi che promuovono attività dedicate a giovani e giovanissimi, il Family CAI e i progetti legati al CAI Scuola che prendono molta forza dalla Mentigazzi e che hanno lo sfidante ma meraviglioso compito di formare le prossime generazioni di frequentatori della montagna e di soci.
Ad maiora Mentigazzi!


Compagnia (S)legati
Jacopo e Mattia sono due amici. Sono due attori. E sono due appassionati di montagna. Da oltre dieci anni coniugano teatro e montagna, portando spettacoli in quota e nei rifugi, oltre che in festival e teatri, e sperimentando inizitive originali come il "Teatrekking": un modo per unire montagna e teatro in un unico gesto, per stare insieme, camminare, ascoltare.

